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Pastifico Palandri, la storia dall'origine agli anni trenta

(16 ottobre 2008)
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Pastifico Palandri, la storia dall''origine agli anni trenta

La storia del pastificio Palandri, che da oltre un secolo produce pasta di qualità senza compromessi. Prima parte.

di Federico Gori

Attorno alla metà del secolo scorso la pasta era un prodotto che, di regola, ognuno preparava personalmente in casa, in quantità strettamente necessarie al proprio fabbisogno.

Al tempo la famiglia Palandri gestiva un negozio di generi alimentari e mescita di vini a Fornacette di Masiano, un piccolo paese ad alcuni chilometri da Pistoia. La presenza nella zona di grosse fornaci, e conseguentemente di un nutrito numero di operai, stimolà l'attività imprenditoriale di Valente Palandri che, spinto dalle richieste degli operai stessi e coadiuvato dai suoi sette figli maschi, decise di iniziare a produrre pasta per i propri clienti.

L'idea fu tanto felice che, ben presto, per far fronte alle richieste non fu più sufficiente il semplice lavoro manuale e si rese quindi necessario ricorrere all'energia animale per impastare la pasta in un grosso torchio.

NEgli anni seguenti tra i figli di Valente fu in particolare Pietro, nato nel 1887, a voler dare ulteriore stimolo alla produzione, acquistando nell'ottobre del 1911 una caldaia a vapore di seconda mano che avrebbe dovuto sostituire l'asino nel suo lavoro al torchio.

Purtroppo, dopo l'installazione, Pietro dovette aspettare alcuni mesi per far uso di questo nuovo macchinario, finchè nel luglio dell'anno successivo sostenne con successo un esame, presso l'Associazione Nazionale per il Controllo della Combustione, dopo il quale fu finalmente riconosciuto idoneo alla conduzione della caldaia stessa.

Col tempo amentarono anche le esigenze di spazio e all'interno del "Pastificio Palandri Valente e Figli" si cominciò a pensare ad una nuova sede. Il luogo idoneo fu trovato poco fuori dell'abitato di Bonelle, verso Pistoia, e nel 1921 si passò all'acquisto, vista anche la posizione particolarmente strategica per la presenza del torrente Brusigliano. Il nuovo pastificio sfruttava infatti l'energia idraulica per azionare una turbina che, con minori costi (anche se a volte si ingolfava a causa... delle anguille) metteva in movimento la "gramola" per impastare.

Questo processo di produzione della pasta continuava comunque ad avere tempi molto lunghi e fu necessario attendere ancora qualche anno perchè un artigiano meccanico pistoiese costruisse una "pressa continua" in grado di risolvere, almeno in parte, il problema. Questa pressa potè essere inventata solo grazie alla possibilità di usare l'energia elettrica per il suo funzionamento, e fu così che anche i Palandri decisero di innovare quanto prima le proprie attrezzature.

Sono infatti del 1929 le prime notizie relative ad un contratto stipulato con le forze idrauliche dell'Appennino Centrale per la fornitura dell'elettricità necessaria ad alimentare i motori dei nuovi macchinari.



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