Il pane toscano è noto soprattutto per essere senza sale, come sottolinea Dante Alighieri nel XVIII canto del Paradiso: "Tu proverai sì come sa di sale lo pane altrui...". ![]() La nascita del pane senza sale in Toscana sembra sia stata dovuta ad un blocco del commercio del sale messo in atto dai pisani nel XII secolo, mentre erano in guerra con Firenze. I pisani, che avevano il controllo del commercio per mare di molti beni, ridussero così la disponibilità del sale in tutta la toscana, facendo salire a prezzi altissimi quel poco che arrivava. Visto che il sale era indispensabile per la conservazione delle carni e del pesce, si smise di usarlo per il pane. Oggi in Toscana si continua a fare il pane senza sale, che rappresenta un perfetto abbinamento per i salumi saporiti e "robusti" della nostra tradizione. Il pane toscano, la cui grande tradizione viene conservata ad Altopascio (in provincia di Lucca), è poi utilizzato in molte preparazioni tipiche, a cominciare dalla minestra di pane o ribollita, dalla panzanella, dalla pappa col pomodoro o dalla fett'unta. Il pane toscano è un pane poco sofisticato, rustico nell'aspetto e con la crosta piuttosto importante e croccante. Può essere conservato a lungo, anche una settimana nel caso delle grosse bozze cotte a legna.
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