![]() Dalla corte de' Medici ai fasti di Francia: come un fiorentino (anzi due!) inventò il gelato così come lo conosciamo oggi. In quel meraviglioso periodo storico chiamato Rinascimento, a cui tanto dobbiamo, la corte dei Medici era un luogo dove genii e inventori trovavano i loro mecenati. Racconta la storia che fu il Ruggeri, macellaio appassionato di cucina, a vincere il concorso indetto da Caterina de' Medici per il piatto più singolare che si fosse mai visto. Quel furbo fiorentino in realtà riprese e perfezionò antichi metodi per raffreddare delle composte di acqua, zucchero e frutta, che nei secoli precedenti erano state messe a punto un po' ovunque nel mondo conosciuto, dalla Sicilia alle Indie. Il suo sorbetto piacqua così tanto ai signori di Firenze che Caterina decise di portarselo addirittura in Francia, dove sperava probabilmente di far abbassare un po' la cresta a quegli spocchiosi francesi: il Ruggeri venne quindi "invitato" (ma sembra che l'invito fu seguito da qualche ceffone ben dato e da un po' di robusta corda ben annodata...) a seguire la contessa d'Auvergne e duchessa d'Urbino nel suo viaggio a Parigi, dove avrebbe sposato Enrico e sarebbe divenuta Regina di Francia. Facendo buon viso a cattivo gioco, il Ruggeri abbe modo di meravigliare la corte di Francia, preparando per il banchetto di nozze una ricetta di "ghiaccio all'acqua inzuccherata e profumata". I suoi gelati (ma sarebbe meglio definirli sorbetti) erano delle vere e proprie sculture in miniatura, e non mancavano mai di sorprendere per bellezza e per il gusto, oltre che per l'insolita freschezza. La fama rapidamente acquisita non portò bene al povero Ruggeri, che trovò anzi il modo di prendere altri ceffoni (e qualche bastonata) dagli sgherri inviati dai cuochi di corte. Alla fine, pur di lasciare l'odiata Francia e ritornarsene a su' campi, il Ruggeri decise di rivelare la sua ricetta segreta, che cominciò a diffondersi rapidamente per tutta la nazione. Ma fu ancora una volta un fiorentino a perfezionarla e renderla ancora più golosa: Bernardo Buontalenti, architetto ed artista fra i più famosi del Granducato di Toscana, che come Leonardo aveva un ingegno a tutto tondo che spaziava dall'invenzione di nuove armi fino alla scienza culinaria, introdusse nella ricetta l'uovo, ed il successo fu immediato. Non solo: sembra anche che il Buontalenti arrivò a costruire una speciale macchina per realizzare il gelato, formata da pale fatte ruotare grazie ad una manovella e che avevano il compito di mantecare il composto e da un cilindro - intorno a cui veniva lavorato il gelato - in cui era messo il ghiaccio.
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