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Agricoltura biologica

(06 settembre 2006)
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Agricoltura biologica
Nell’Unione Europea l’agricoltura biologica è normata con il Reg. CEE 2092/91, applicabile tanto alle produzioni vegetali quanto alle animali, sia fresche che trasformate, nonché all’apicoltura e ai mangimi.

Il Regolamento relatico all’agricoltura biologica prevede delle specifiche norme di produzione cui attenersi nell’applicazione di questo metodo per ottenere la certificazione delle produzioni.

Il metodo di produzione biologico si propone di mantenere la fertilità del terreno mediante sovesci e interramento di letame o di altro materiale organico, mentre affida la difesa delle colture a tecniche quali l’uso di specie e varietà resistenti alle malattie, le rotazioni delle colture e la salvaguardia delle specie animali predatrici, utili a tenere sotto controllo le popolazioni di insetti dannosi. Non è previsto l’impiego di sostanze chimiche di sintesi ma, eventualmente, solo di alcune di origine naturale indicate dallo stesso Regolamento.

Nella disciplina della zootecnia, gli allevamenti devono essere strettamente collegati alle superfici aziendali, necessarie per produrre la maggior parte degli alimenti, biologici anch’essi, per la nutrizione degli animali e per consentire la vita del bestiame all’aperto in modo da ridurne l’incidenza di malattie e garantirne il benessere. Altri aspetti presi in considerazione sono legati alle origini degli animali, alla loro alimentazione appunto, alla profilassi e alle cure veterinarie consentite, agli edifici destinati alla zootecnia.

In ogni caso è proibito il ricorso a materiali provenienti da Organismi Geneticamente Modificati.

Agricoltura biologica: Etichettatura, elementi obbligatori

Sulla base del controllo di tutto il processo produttivo, l'operatore viene autorizzato all'uso delle indicazioni di conformità nelle etichette, che può consistere nella dicitura ufficiale:

- agricoltura biologica – Regime di controllo CE

oppure in altra menzione equivalente purché autorizzata dall’Organismo di Controllo come:

- prodotto da agricoltura biologica (questa menzione è riferita al caso più comune, cioè ad alimenti contenenti oltre il 95% di ingredienti di origine biologica; tuttavia esiste anche il caso degli alimenti con ingredienti di origine biologica compresi fra il 70 e il 95%, dove la menzione è riferita agli specifici ingredienti e vengono utilizzate menzioni del tipo "con ingredienti da agricoltura biologica"

unitamente ad essa devono comparire i riferimenti a:

- nome dell’Organismo di controllo autorizzato
- codice dell’autorizzazione del Ministero
- codice stato di appartenenza (IT per l’Italia)
- codice composto da lettere e numeri (si riferiscono a Organismo di Controllo, azienda, tipo di prodotto, autorizzazione stampa delle etichette)

Agricoltura biologica: Etichettatura, elementi facoltativi

In aggiunta è possibile utilizzare il logo comunitario con l’indicazione “Agricoltura biologica”

Normalmente compare anche il marchio/logo dell’Organismo di Controllo che, a sua discrezione, può concederne l’uso ad aziende licenziatarie che, per produrre con metodo biologico, rispettino le specifiche regole stabilite dall’Organismo stesso ad integrazione di quanto previsto dal regolamento comunitario.

Agricoltura biologica: Controllo

Gli operatori che intendono seguire questo metodo di produzione per poi utilizzare le relative diciture in etichetta, sono tenuti ad assoggettarsi a un sistema di controllo.

Gli Organismi di controllo sono privati, conformi alla norma UNI-EN 45011 e, in Italia, sono autorizzati dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali (Mi.P.A.F.); essi garantiscono il rispetto dei requisiti minimi e delle misure precauzionali previste nel Regolamento comunitario, applicando un sistema sanzionatorio nei casi di accertate non conformità.

Il sistema di controllo attuato dagli organismi autorizzati viene sottoposto a un’attività di vigilanza affidata dal Ministero alle Regioni.

La vigilanza ha il compito di verificare il mantenimento nel tempo dei requisiti posseduti dagli Organismi di controllo al momento del loro riconoscimento e l’efficacia ed efficienza dei controlli da loro effettuati. Essa si esplica attraverso visite di sorveglianza effettuate sia presso le sedi degli Organismi di controllo che presso un campione di operatori biologici assoggettati al controllo e quindi risultanti iscritti all’elenco regionale.

Le produzioni biologiche realizzate in Toscana ricadono sotto la sorveglianza  dell’A.R.S.I.A che gestisce anche la tenuta e l’aggiornamento dell’elenco regionale degli operatori biologici.



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