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Nasce il comitato per valorizzare la pecora massese

(22 maggio 2008)
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Nasce il comitato per valorizzare la pecora massese
E’ ufficiale, è nato il comitato di valorizzazione per la produzione della pecora di razza massese.

Finalmente ricotta, pecorino, carne di agnello e anche la lana di colore nero che caratterizza la razza autoctona originaria del Forno, come dimostrano alcuni documenti datati 1400 e persino un’opera di Niccolò Macchiavelli (La vita di Castruccio Castracani da Lucca), seguiranno una disciplinare rigorosa che dovrà favorire e incoraggiare il progressivo ingresso di tutti questi prodotti sul mercato della «filiera corta».

Tra gli obiettivi dichiarati del Comitato il recupero dell’immagine del pastore, mestiere tra i più antichi del mondo che assieme ad un ruolo ambientale e di tutela, è traghettatore nel tempo di tradizioni e storia, oltre che di conoscenze.

Un assaggio delle potenzialità (e dei sapori) che nulla hanno da invidiare al più noto agnello di Zeri, ormai celebre in tutta Italia, è stato dato venerdì 16 maggio, durante la cena-evento al Ristorante «Paradiso» a Forno organizzata dall’Apa, l’associazione provinciale degli allevatori in collaborazione con Coldiretti Massa Carrara (www.massacarrara.coldiretti.it), Provincia e le altre associazioni agricole. Non è stato certo un caso scegliere il Forno come location per la presentazione alla stampa e nemmeno un caso che si sia scelto la strada della ristorazione: «Da qui tutto è iniziato – ha detto il Direttore dell’Apa, Achille Guastalli presentando il comitato di fronte ad una cinquantina di allevatori – e da qui ripartiamo simbolicamente. Buon lavoro a tutti». Già nominati il Presidente che sarà Matteo Paolini, allevatore massese e i due vice (Giancarlo Boschetti e Guido Pardini). La sede del Comitato sarà ad Aulla nella struttura dell’Apa.

Per promuovere e valorizzare i prodotti la strada è quella, già tracciata da Coldiretti, della «filiera corta» passando per mostre e rassegne enogastronomiche, menu dei ristoranti anche grazie ad un recente accordo stilato con Confcommercio, e dai distributori self-service, uno dei quali (ne sono stati acquistati due da Lunigiana Amica) sarà installato in forma permanente a Carrara presso la Fattoria di Marco Bonotti mentre l’altro sarà itinerante e sarà posizionato, a rotazione, anche nelle scuole della Lunigiana e nei mercati rionali. Sono le prima due machine di latte sfuso della Provincia di Massa Carrara.

«Tutti questi prodotti – ha detto Vincenzo Tongiani, Presidente Provinciale Coldiretti tra i maggiori promoter del Comitato e poi del Consorzio – hanno un futuro se saranno venduti direttamente in azienda attraverso il meccanismo della filiera corta. L’allevatore-produttore scegliendo questa strada ci mette la faccia. La qualità – ha sottolineato durante il suo intervento – si fa mettendo in trasparenza i prodotti. Ora c’è da accelerare per arrivare nel più breve tempo possibile alla costituzione del Consorzio che proprio come è accaduto per l’agnello di Zeri dovrà sancire il cambio di marcia e l’utilizzo di un marchio di riconoscimento unico per ogni prodotto. Sfrutteremo anche il recente accordo con Confcommercio per incentivare l’utilizzo dei prodotti caseari e della carne nei menu dei ristoranti. La base di lavoro ora c’è. E’ il primo atto di un percorso che insieme agli allevatori stiamo portando avanti da alcuni anni. Nello stesso modo – ha concluso - ora lavoriamo per il Consorzio».

Ma quali sono le caratteristiche della massese che la rendono così speciale? E cosa la distingue dalle altre razze di ovicaprini? «E’ il terzo ovicaprino - ha spiegato Guido Pardini – più numeroso d’Italia. Ci sono 70 mila capi presenti tra la Toscana, Liguria ed in molte regioni del Nord Italia; solo nella nostra Provincia si sfiorano i 5 mila ed è l’allevamento più numeroso. Il segno distintivo sono le corna presenti nella femmina che ne fanno un caso unico. L’altro è la fase di macellazione degli agnelli:  l’agnello di Zeri viene macellato intorno ai 3 mesi mentre il massese dopo 40 giorni con conseguenze evidenti sul peso. Il primo pesa intorno ai 25 chilogrammi, il secondo tra i 15 e 18. La rendita da latte è di 10 litri per ogni chilo e di 7-8 etti di ricotta. Anche la lattazione è più breve rispetto agli altri ovicaprini: si riescono ad avere anche cinque agnelli ogni due anni perché sono molto comuni i parti gemellari. L’altra sua caratteristica distintiva è il colore della lana: nera. Colore che la rende unica».



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