![]() Il burro è sovente sostituito dall'olio di oliva nella cucina toscana, ma alcune realizzazioni - soprattutto fritti - riescono assai meglio usando del burro chiarificato. Il burro chiarificato è un ingrediente difficile da reperire ma particolarmente indicato per certe ricette Nella cucina dell'Europa continentale e del nord Europa, il burro è il grasso principale usato in cucina. Anche nelle regioni italiane più settentrionali, l'uso dell'olio extravergine di oliva al posto del burro è cosa piuttosto recente, spesso dettata da regole salutistiche (non sempre veritiere) piuttosto che per questioni di gusto. Ad esempio, la cotoletta alla milanese andrebbe fritta nel burro, un'operazione che non è affatto agevole per via del suo basso punto di fumo. Il burro infatti non è grasso pressochè puro, come ad esempio l'olio extravergine di oliva, ma è un'emulsione composta da una parte di grasso (circa l'80-82%) ed una di acqua (circa il 15%) oltre a proteine del latte (caseina). L'acqua contenuta nel burro arriva ad ebollizione a 100 gradi centigradi, e comincia a formare sulla superficie del burro la tipica schiuma. Una volta evaporata completamente l'acqua, la temperatura del burro aumenta, ma intorno ai 130-140 gradi centigradi le proteine del latte presenti nel burro cominciano a bruciarsi, dando al burro fuso il caratteristico colore marrone e rischiando di far bruciare irrimediabilmente la nostra cotoletta. Per prevenire questo problema, si usa il burro chiarificato, un tipo di burro che una volta veniva prodotto direttamente in casa a partire dal normale burro, e che oggi si può trovare in commercio anche se non troppo agevolmente (fate una ricerca con il termine "ghee", come si chiama in inglese). Il burro chiarificato non è altro che burro privo di acqua e di caseina, che contiene dunque solo i grassi. In questo modo si potranno raggiungere temperature più alte in frittura, ottenendo una cotoletta più saporita e croccante (e più asciutta) senza il rischio di farla bruciare.
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